Società Tipografica Cattolica
La nostra mission
La nostra mission dal 1908
Un impegno condiviso per il bene della comunità
Nel corso degli anni, la Società Tipografica Cattolica ha potuto contare su amministratori di grande valore, che hanno sempre operato con dedizione, competenza e senso di responsabilità, mettendo le proprie capacità al servizio della comunità e del bene comune. Il loro impegno costante ha contribuito in modo significativo alla crescita e alla solidità della Società, rafforzandone il ruolo nel contesto territoriale.
Per la nostra comunità, la buona cooperazione rappresenta un principio fondamentale, non solo come metodo di lavoro, ma come autentico valore condiviso, capace di favorire la crescita personale dei singoli e lo sviluppo armonioso dell’intera collettività. Questo spirito cooperativo è stato, nel tempo, il filo conduttore delle nostre azioni e delle nostre scelte.
Abbiamo sempre posto tale principio al centro del nostro operato, lavorando fianco a fianco con le associazioni del territorio e con le diverse realtà locali, in un dialogo costante e costruttivo. Insieme, abbiamo saputo elaborare una visione comune e una strategia lungimirante e coraggiosa, orientate a valorizzare la nostra identità e la particolarità goriziana, riconoscendone le potenzialità culturali, sociali ed economiche.
In questo quadro, la missione della Società Tipografica Cattolica, in quanto gruppo di interesse e di rappresentanza, si configura come l’impegno a tutelare, sostenere e promuovere gli interessi delle associazioni che rappresenta, favorendo la collaborazione, la partecipazione attiva e la costruzione di un futuro condiviso, fondato sui valori della solidarietà, della responsabilità e del bene comune.
Dopo l’inaugurazione, il Katoliški dom divenne un vivace centro di attività culturali che rappresentò un vero e proprio rinnovamento delle istituzioni culturali goriziane. Finalmente, dopo l’espropriazione del Trgovski dom, la comunità slovena di Gorizia ottenne uno spazio adeguato per le proprie attività. Presso il Katoliški dom erano situate le sedi e la maggior parte degli spazi operativi della Zveza slovenske katoliške prosvete, dello Slovensko katoliško prosvetno društvo Mirko Filej, dello Slovensko katoliško akademsko društvo, del Gruppo corale misto Lojze Bratuž e del Gruppo corale maschile Mirko Filej. La sua sala principale, dotata di palco e oltre 400 posti a sedere, consentiva l’esibizione anche ai gruppi corali, musicali e teatrali più grandi.
Il Katoliški dom divenne anche un punto di riferimento per la collaborazione con vari teatri sloveni, in particolare con il Teatro Stabile Sloveno di Trieste. Spesso si poteva applaudire le compagnie provenienti dalla Carinzia e dall’area di Trieste. Anche alcuni sloveni emigrati in America e in altri Paesi europei vi presenteranno i loro successi in ambito culturale. Tuttavia, il palcoscenico veniva occupato soprattutto da gruppi culturali goriziani, che entusiasmavano e arricchivano un pubblico numeroso e riconoscente.
Numerosi erano anche gli interventi di personalità di spicco, organizzati in particolare dallo Slovensko katoliško akademsko društvo, mentre gli spazi espositivi offrivano una vetrina per l’arte e la cultura. Nel Katoliški dom si svolgevano inoltre vari incontri, serate didattiche, convegni su tematiche religiose ed eventi conviviali.
Nel 1960, la Società Tipografica Cattolica divenne proprietaria di tutti gli immobili situati in Viale XX Settembre e, qualche anno più tardi, assunse anche la gestione del Katoliški dom.
Durante l’assemblea dei soci del 1963, venne eletto presidente monsignor Srečko Gregorec. Successivamente, la carica fu ricoperta da Janez Eržen e dal dott. Kazimir Humar che, nel 1994, durante l’assemblea dei soci, passò il testimone a Branislav Černic.
Una volta completata la costruzione del Katoliški dom, emerse la necessità di realizzare degli spazi adeguati anche per le attività sportive. L’associazione sportiva Olympia disponeva di campi di pallavolo all’aperto che però non erano sufficienti per garantire allenamenti regolari e competizioni continue. Per far fronte a questa esigenza, fu istituito un nuovo comitato speciale, con il compito di reperire i fondi, progettare e realizzare la nuova palestra. Il comitato era composto dal sig. Andrej Kosič (presidente), dal dott. Karlo Brešan, dal prof. Martin Kranner, dalla sig.ra Barbara Rustja, dal sig. Ivan Terpin, dal dott. Jože Vrtovec e dal sig. Marjan Vižintin. Il dott. Kazimir Humar venne confermato come segretario e rappresentante della Società Tipografica Cattolica. Il 25 febbraio 1984 fu posata la prima pietra, mentre la cerimonia inaugurale si estese per tre giorni, dal 25 al 27 settembre 1987. Il nuovo edificio fu benedetto dall’arcivescovo di Gorizia Antonio Vitale Bommarco. Il progetto della palestra fu elaborato dall’ingegner Lorenzo Marini, che ne diresse anche i lavori di costruzione. La maggior parte dei fondi fu ottenuta grazie ai contributi di privati e con prestiti agevolati, a cui si aggiunsero i finanziamenti da parte della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Repubblica di Slovenia. Non mancarono anche numerosi contributi su base volontaria. La nuova palestra era sempre pienamente occupata, poiché vi si allenavano e giocavano tutte le varie squadre dell’associazione sportiva Olympia, che spesso vi organizzava tornei, anche di rilevanza internazionale.
Gli immobili in Viale XX Settembre comprendevano anche due edifici minori, in stato di grave degrado. L’associazione scoutistica si fece carico del restauro di uno di questi, destinato poi a ospitare le attività dell’associazione scoutistica goriziana. I lavori, svolti in gran parte dagli stessi scout, si conclusero nell’autunno del 1992, mentre la cerimonia di inaugurazione della nuova sede si svolse il 12 settembre dello stesso anno.
Con il passare del tempo, e in risposta ai cambiamenti del contesto normativo e organizzativo, la Società Tipografica Cattolica andò incontro a una graduale evoluzione della propria struttura giuridica. Negli anni Novanta, a seguito dell’introduzione di nuovi adempimenti e della necessità di adeguarsi alle mutate condizioni economiche e amministrative, la società si trasformò da cooperativa a responsabilità limitata in società a responsabilità limitata, segnando una nuova fase del suo percorso storico.







